Guida alle ricerche bibliografiche per la preparazione della tesi (triennale, magistrale o di dottorato)
Indicazioni per la preparazione della tesi in Economia Politica nei corsi di laurea triennali
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La tesi in una disciplina economica (per esempio Economia Politica, Politica Economica o Economia pubblica) è un esercizio di ricerca, col quale si approfondisce e si prova ad analizzare gli eventuali rapporti di causa-effetto tra determinati fenomeni e/o comportamenti che hanno rilevanza economica. L'obiettivo è dare una risposta a una precisa domanda di ricerca. L'esercizio non può dirsi concluso se non si dà tale risposta.
Tutto ciò non può risolversi nella rapida lettura di qualche fonte e nella stesura di un sommario di quanto si è letto. Richiede invece almeno un tentativo di analisi. Tale analisi può essere teorica oppure empirica. Nel caso dell'analisi teorica, il laureando deve essere in grado di "utilizzare" (capire, interpretare, e nel migliore dei casi costruire o modificare) dei modelli economici. Nell'analisi empirica, è necessario saper utilizzare dei dati, siano essi prodotti da altri (per esempio da istituti di ricerca nazionali o internazionali, come l'Istat, la Banca d'Italia o il Fondo Monetario Internazionale) oppure originali (per esempio, nei casi più impegnativi, raccolti dal laureando mediante la somministrazione di un questionario o la partecipazione a un esperimento).
Entrambi i tipi di analisi difficilmente possono prescindere dal possesso di una adeguata "cassetta degli attrezzi", che include una conoscenza almeno di base della matematica generale e della modellistica economica, e/o delle competenze che servono per usare i dati (padronanza del programma insegnato nei corsi di Statistica ed Econometria e capacità d'uso di adeguati software per l'inferenza quali per esempio R, Stata o Gretl).
In alternativa, è necessario percorrere una strada più lunga che consiste in una ricerca bibliografica molto approfondita, per svolgere la quale il laureando deve mettere a frutto le sue conoscenze economiche nella selezione, comprensione e interpretazione di testi di rilevanza scientifica con un grado di complessità generalmente superiore a quello dei manuali. Il risultato finale sarà una "rassegna della letteratura", con cui il candidato analizzerà le risposte che il dibattito scientifico ha dato alla domanda di ricerca considerata, organizzandole e presentandole in modo originale e con spirito critico.
Al candidato è richiesta autonomia nella ricerca. In nessun caso il docente è disponibile a svolgere opera di micromanaging del lavoro di tesi.
Inoltre, il candidato deve saper comunicare con il docente in modo adeguato. Una breve guida si trova in fondo a questa pagina, inizialmente dedicata alle matricole ma purtroppo di interesse generale per gli iscritti a tutti i corsi universitari.
Inviare una mail a un professore universitario è un'azione che implica un livello di interazione, responsabilità e impegno diverso da quello richiesto, per esempio, nell'interrogazione di un'intelligenza artificiale o in un carteggio tra amici. Si tratta di un’interazione professionale tra due individui adulti, che entrano in contatto per ragioni di lavoro e di studio, non per intrattenimento.
Gli studenti devono utilizzare questo strumento con responsabilità e serietà, ma spesso lo usano con leggerezza e una scarsa comprensione del contesto. Come fossero ancora a scuola, o stessero “messaggiando” con una persona a sé vicina, rispetto alla quale non vi è alcun grado di separazione.
Se lo studente vuole essere preso sul serio, è fondamentale rispettare delle formule minime di cortesia, professionalità e buon senso. Ogni messaggio professionale deve iniziare con un saluto formale, e i messaggi ai professori universitari non fanno eccezione. "Salve" e "Salve Prof." non sono saluti formali, né un modo accettabile di iniziare una comunicazione con un docente. "Salve" è un saluto che si rivolge di persona, quando si è indecisi tra dare del tu o del lei all'interlocutore. "Buongiorno" o "buonasera" è un saluto più formale. "Prof." ha un valore informale, si può usare tra conoscenti e suona decisamente male (per esempio, i docenti non si rivolgono agli studenti chiamandoli "Stud").
Inoltre, i docenti hanno anche un nome, proprio come gli studenti. Mentre a scuola, sbagliando, si è soliti etichettare i docenti in base alla materia che insegnano (per esempio, “il prof. di matematica), all’università non è così. Il docente non è un bot né un distributore automatico di lezioni e voti: come lo studente (e come chiunque altro), e non ama essere spersonalizzato e, nelle comunicazioni, vorrebbe essere chiamato per nome. Anche iniziare il messaggio con “Prof.” e basta, senza alcuna forma di saluto iniziale, non è accettabile. Per esempio, messaggi come “Prof le allego le slides della mia presentazione” sono destinati a non ricevere risposta.
Quindi, l'appellativo corretto è "Professore", seguito dal cognome del professore. "Buongiorno Prof. X" o “Professor X” o “Gentile Prof. X” o “Caro Prof. X” sono i modi migliori di rivolgersi a un docente. Ma anche “Buongiorno (o buonasera) professore”, omettendo il nome, vanno certamente bene se non si è alla primissima interazione (per esempio, nel caso in cui lo studente frequenti le lezioni, o abbia già effettuato un ricevimento o scambiato messaggi con il docente).
In nessun caso ci si può rivolgere al docente come fosse un bot. Per esempio, scrivere messaggi del tipo: "Rifiuto il voto dell'esame", senza alcun saluto formale iniziale e finale, è segno di profonda maleducazione (eppure succede). Messaggi senza testo, contenenti soltanto un allegato (per esempio, una certificazione di presenza all'esame che si vorrebbe far firmare al docente) segnalano anch'essi mancanza di rispetto e vengono filtrati nello spam (anche questo succede spesso).
Il saluto iniziale deve essere seguito da una riga di presentazione di sé. Per esempio, "sono lo studente X che segue il suo corso Y". Ricordate che non siete più a scuola. Ogni docente universitario ha diversi incarichi istituzionali e tiene più di un corso in diversi corsi di laurea, talvolta in diverse facoltà o perfino diverse università; quindi, potrebbe fare fatica a capire quale sia il contesto dei vostri dubbi. Chiaramente, questa presentazione non serve nel caso in cui lo studente non sia alla prima interazione con il docente. Per esempio, nel caso in cui frequenti le lezioni, o abbia già effettuato un primo ricevimento, e il docente conosca già il suo nome.
Riportare il proprio numero di matricola, invece, è inutile. Il docente non è un burocrate e non ha alcun interesse a schedarvi. L'unica circostanza in cui il numero di matricola ha rilevanza è la prenotazione all'esame, che avviene su Infostud. Se avete incontrato qualche difficoltà nel prenotarvi all’esame, e chiedete al docente la cortesia di inserire manualmente la vostra prenotazione, allora far conoscere il vostro numero di matricola è utile. In tutti gli altri casi, no.
La chiusura "attendo una sua risposta" è imperativa e vagamente minacciosa. Se la domanda è pertinente e la risposta non si trova già sul sito del corso o su Classroom, la risposta arriverà ed è sufficiente chiudere il messaggio con un saluto formale. Per esempio, "un cordiale saluto" va bene.
La grammatica e l'ortografia del messaggio sono importanti. Messaggi sgrammaticati o farciti di refusi, privi di punteggiatura o accenti, segnalano superficialità e mancanza di cura nell'interazione con il docente e con l'università. Rileggete sempre i vostri messaggi prima di inviarli. Nelle comunicazioni scritte, l'uso del maiuscolo equivale a urlare. Usate quindi il maiuscolo esclusivamente nei casi in cui è appropriato (per esempio, negli acronimi.
Informazioni sul programma, sul calendario e le modalità di svolgimento degli esami, sul contenuto del manuale e delle slides, sull'uso di Classroom e sulla logistica del corso si trovano già sulla pagina del corso. Quindi non si fa una buona figura a inviare un'email per ottenerle. Le questioni burocratiche (per esempio, "non riesco a prenotarmi all'esame" o "non so come ottenere la certificazione per studenti lavoratori") e informatiche (per esempio, "non riesco ad accedere a Classroom" oppure "ho problemi con Infostud") vanno chiarite con la segreteria amministrativa o con qualche amico che sappia spiegarvi come si svuota la cache, non con il docente. Il docente è il responsabile didattico e scientifico del corso, cui ci si deve rivolgere per questioni di carattere didattico e scientifico.
Il docente è particolarmente interessato a supervisionare tesi sui seguenti argomenti. Ovviamente, lo studente può proporre dei temi alternativi.
Bureaucracy and quality of institutions
The institutional and technological drivers of educational attainment
Inequality, trust and democracy
The causes and the behavioral outcomes of inequality and social cohesion
The drivers of social preferences and social beliefs formation
The long-term determinants of social capital
Climate change beliefs and attitudes
Environmentally sustainable behavior
The drivers of politicians' attitudes toward climate change
The societal and economic impact of refugee crises
The causes and outcomes of migration, discrimination, and segregation dynamics
Tolerance, creativity, and economic growth
The economic, societal, political, and environmental impact of AI
The economic, societal, and political impact of social media
The economic, societal, and political impact of fast Internet penetration
The political and societal consequences of online misinformation
The behavioral and political outcomes of natural disasters
The behavioral and economic outcomes of war
The economic and societal impact of foreign aid
The economic outcomes of Trump's second term